Microcoaguli anomali di amiloide riscontrati nel 100% dei soggetti vaccinati contro il COVID-19
In una coorte vaccinata al 94%, tutti i partecipanti presentavano microcoaguli di amiloide, la stessa patologia alla base dei grandi coaguli fibrosi bianchi che vengono ora estratti dai cadaveri in tutto il mondo.
Un nuovo studio sottoposto a revisione paritaria ha rivelato in sordina una delle scoperte biologiche più significative dell’era pandemica, ma gli autori non lo ammettono mai: tutti i partecipanti vaccinati allo studio presentavano microcoaguli amiloidi ThT-positivi resistenti alla fibrinolisi circolanti nel sangue.
Nascosto nelle tabelle supplementari c’è un modello demografico e biochimico che ridefinisce completamente l’articolo:
Il 94% di tutti i partecipanti era vaccinato.
Il 100% di questi individui vaccinati presentava microcoaguli amiloidi, compresi tutti i “controlli sani”.
La condizione denominata “Long COVID” si è verificata quasi esclusivamente in una popolazione fortemente vaccinata, senza alcuna conferma di laboratorio di una precedente infezione da SARS-CoV-2. In realtà, lo studio sta osservando la patologia Long VACCINE, non Long COVID.
E poiché gli stessi esperimenti meccanicistici degli autori dimostrano che la sola proteina spike purificata produce questi coaguli amiloidi resistenti alla fibrinolisi, le implicazioni sono profonde.
I ricercatori hanno identificato i microcoaguli utilizzando la tioflavina-T (ThT), un colorante fluorogenico che si lega all’amiloide. La positività alla ThT era il criterio determinante. Una struttura veniva considerata microcoagulo solo se legava la ThT.
Pertanto, ogni microcoagulo contato nello studio è, per definizione, amiloidogenico.
E secondo la tabella S11, ogni singolo partecipante vaccinato presentava microcoaguli amiloidi di diverse dimensioni:
Poiché 83 degli 88 partecipanti (94%) erano vaccinati, ciò significa che:
Ogni persona vaccinata nello studio presentava microcoaguli amiloidi.
I pazienti affetti da “Long COVID” (Long VACCINE) presentavano livelli estremamente elevati di microcoaguli amiloidi patologici di grandi dimensioni.
Piccoli microcoaguli amiloidi erano presenti in tutti i soggetti, ma il carico patologico differiva notevolmente.
Secondo la tabella S11:
Il 98% dei pazienti affetti da “Long COVID” (Long VACCINE) presentava microcoaguli di grandi dimensioni compresi tra 900 e 1600 µm².
Il 60% presentava microcoaguli molto grandi >1600 µm².
Il carico totale di microcoaguli era circa 20 volte superiore nei pazienti affetti da “Long COVID”.
Questi microcoaguli amiloidi più grandi e patogeni erano densamente ricchi di:
Trappole extracellulari dei neutrofili (NET)
Mieloperossidasi
Elastasi dei neutrofili
DNA extracellulare
Fibrina amiloide mal ripiegata
Lo stato di Long COVID è stato assegnato esclusivamente sulla base dei sintomi e dell’impressione del medico. Lo studio non fornisce alcuna prova che i partecipanti fossero biologicamente positivi a una precedente infezione.
Pertanto, le anomalie della coagulazione non possono essere attribuite specificamente all’infezione, ma piuttosto alla vaccinazione.
La sola proteina spike ha prodotto microcoaguli amiloidi identici
In un esperimento meccanicistico, gli autori hanno aggiunto proteina spike purificata al fibrinogeno.
Questo singolo intervento ha prodotto:
microcoaguli amiloidi insolubili e ThT-positivi
strutture di fibrina mal ripiegate identiche a quelle presenti nei campioni dei pazienti
aggregati resistenti alla fibrinolisi compatibili con l’ostruzione dei vasi
Gli autori hanno confermato che la proteina Spike induce direttamente la formazione di microcoaguli amiloidi, corroborando studi precedenti.
Spiega la prevalenza di coaguli fibrosi bianchi trovati nei cadaveri
I risultati principali dello studio - microcoaguli di amiloide al 100% negli individui vaccinati e formazione diretta di fibrina amiloide indotta da spike - offrono un chiaro meccanismo per spiegare i grandi coaguli fibrosi bianchi e gommosi segnalati sempre più spesso nei deceduti dal 2021.
Alla convention della Tennessee Funeral Directors Association (TFDA) del 2025, l’ex maggiore dell’aeronautica militare statunitense Tom Haviland ha condotto la prima indagine a livello statale sugli imbalsamatori:
Il 64% ha segnalato la presenza di coaguli fibrosi bianchi nel 2025.
Rilevati nel 17% di tutti i corpi.
Il 70% ha osservato microcoaguli diffusi (“sangue simile a fondi di caffè”).
Il 39% ha segnalato un aumento dei decessi infantili (+14%).
L’analisi forense condotta dal dott. Kevin W. McCairn e colleghi dimostra che questi coaguli post mortem:
sono aggregati di fibrina amiloidogenica, non normali trombi;
presentano strutture a foglio beta (ThT-positive);
sono resistenti alle proteasi, gommosi e fibrosi;
hanno una fitta ultrastruttura fibrillare al microscopio elettronico a scansione (SEM);
contengono materiale genetico umano;
e mostrano marcatori preliminari associati al plasmide/spike.
Queste caratteristiche corrispondono esattamente ai microcoaguli patologici descritti nel nuovo studio, solo in una forma più avanzata, aggregata e terminale.
La progressione è biologicamente lineare:
Esposizione allo spike (infezione o vaccinazione con mRNA)
Formazione di microcoaguli amiloidi, presenti nel 100% dei soggetti vaccinati
Accumulo di coaguli grandi, ricchi di NET e resistenti alla fibrinolisi (20 volte superiori nei pazienti con vaccino Long)
Questi si fondono in coaguli intravascolari massicci, gommosi e fibrosi bianchi
Questo nuovo studio documenta le fasi iniziali e intermedie nei soggetti viventi; le indagini di Haviland e l’analisi di McCairn rivelano la fase finale nei soggetti deceduti.
Conclusioni
Sebbene gli autori inquadrino i loro risultati come “Long COVID”, i dati sottostanti rivelano qualcosa di molto più significativo:
Il 100% dei partecipanti vaccinati presentava microcoaguli amiloidi.
Microcoaguli amiloidi grandi e resistenti alla fibrinolisi erano concentrati nel gruppo vaccinato con Long.
Nessun partecipante presentava un’infezione da SARS-CoV-2 confermata in laboratorio.
La sola proteina spike produceva microcoaguli amiloidi identici in vitro.
Con una copertura vaccinale del 94%, il segnale biologico è fortemente correlato all’esposizione alla proteina spike nella popolazione vaccinata.
Questi risultati hanno gravi implicazioni per la salute pubblica:
Tutti gli individui vaccinati nello studio hanno mostrato microcoaguli amiloidi in fase iniziale, sollevando allarmi sul danno vascolare cumulativo in tutto il mondo.
La patologia rispecchia i grandi coaguli fibrosi bianchi ora documentati dagli imbalsamatori e dagli analisti forensi.
E, cosa fondamentale:
Il CDC e le agenzie federali per la salute pubblica devono finalmente fare il loro dovere e avviare un’indagine immediata e trasparente su questi risultati.
La mancata indagine sulla situazione dei coaguli fibrosi bianchi costituisce un inadempimento dei propri doveri.
Qualsiasi piattaforma che introduca proteine spike nella circolazione umana deve essere immediatamente vietata per l’uso umano.
Nicolas Hulscher, MPH
Epidemiologist and Foundation Administrator, McCullough Foundation mcculloughfnd.org




Atroce …. lo sapevo che quel dannato vaccino a mRNA era letale …. per questo non ho accettato neanche una di quelle c…o di dosi, assassini